Perché accendiamo una candela e cosa simboleggia

candela

Tutte le cose che sono all’interno della Chiesa hanno il loro simbolismo.

Sono caratteristiche le parole di san Gregorio di Palamas: significato”.

Uno di questi simboli è la candela.

È noto che i primi cristiani usavano la candela come mezzo di illuminazione nelle loro adunanze. Quando nel IV secolo M. Costantino cessa le persecuzioni contro i cristiani, abbiamo anche la costruzione di Templi dove la Chiesa, per salvare una parte della sua esistenza, pone nel culto di un fumatore al quale attribuisce i seguenti simbolismi:

  1. La candela offerta ci ricorda la nostra trasformazione interiore che dobbiamo cercare.
  2. L’accensione della candela ci spinge a chiedere a Dio la grazia dello Spirito Santo
  3. La fiamma della candela ci ricorda che dobbiamo diventare poeti ardenti della nostra fede, amore, pace e impazienza.

Va anche ricordato che la candela la troviamo in tutti i sacramenti della Chiesa e ogni volta con un simbolismo diverso.

Nell’Eucaristia simboleggia la luce di Cristo che risplende nelle nostre anime attraverso il Vangelo.

Nel Santo Battesimo abbiamo la candela accesa che simboleggia che il nuovo venuto deve vedere le buone opere e glorificare Dio. “Così risplendo la tua luce davanti agli uomini, mentre tu vedi le buone opere e glorifichi il Padre tuo che è nei cieli”.

Nel Mistero del matrimonio, l’accensione di candele bianche simboleggia la purezza delle anime degli sposi novelli.

Troviamo anche la candela in memoria, che simboleggia la nostra preghiera in favore dei dormienti. Possa il Signore riposarli in un luogo luminoso.

La candela è un simbolo di devozione, pietà a Dio e rispetto per i suoi santi. Viene utilizzato in occasioni gioiose (matrimoni, battesimi), ma anche in eventi tristi (funerali, commemorazioni) perché bruciando e sciogliendosi simboleggia gioia spirituale, ma anche dolore e distruzione. Come la candela, quando riscaldata diventa morbida e malleabile, così il nostro cuore, quando entriamo in Chiesa e assistiamo alla Divina Liturgia, dovrebbe diventare tenero e compassionevole. Anche le candele simboleggiano i cuori dei cristiani che, illuminati dalla luce di Cristo e ardenti dal suo fuoco (Lc 12,49), si trasformano nella gloria di Dio. È, quindi, un modello della vita luminosa che i credenti dovrebbero vivere.

Secondo San Simeone di Salonicco, simboleggia anche:

  • La purezza della nostra anima (poiché è fatta di pura cera d’api).
  • La plasticità della nostra anima (poiché su di essa possiamo incidere quello che vogliamo).
  • La Divina Grazia (poiché deriva dai fiori profumati)
  • La deificazione la dobbiamo raggiungere (perché la candela si mescola al fuoco e gli dà vita).
  • La luce di Cristo (dopo che arde e illumina nelle tenebre).
  • L’amore e la pace che dovrebbero caratterizzare ogni cristiano (poiché la candela si consuma quando illumina e consola l’uomo con la sua luce nelle tenebre).

La candela è la nostra offerta a Dio durante i. culto. Accendendo una candela facciamo una specie di confessione e preghiera: confessiamo la fede nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo, e restituiamo alla Santissima Trinità l’ode della nostra riverenza. Accendiamo una candela per la Vergine Maria e per i santi. Confessiamo la loro santità e la parsimonia che hanno davanti a Dio e chiediamo le loro ambasciate.

San Serafino di Sarof accese molte candele pure, piccole e grandi, nella sua cella. Quando gli è stato chiesto perché lo fa, ha detto che accende queste candele, una per ogni persona che vorrebbe menzionarle di nuovo nella sequenza (e non ha avuto il tempo perché ce n’erano troppe), come sacrificio a Dio per loro. Con la candela che accendiamo esprimiamo la nostra fede in Dio uno e trino e chiediamo il suo rinforzo per la nostra lotta spirituale quotidiana, così come per il rafforzamento dei nostri cari. Soprattutto quando siamo in pericolo o abbiamo bisogno di un aiuto speciale. Ma anche per i nostri fratelli addormentati accendiamo una candela, pregando allo stesso tempo per il resto delle loro anime.

Secondo San Nicodemo del Monte Athos, accendiamo il cero:

  • Per glorificare Dio che è la luce vera e unica che illumina ogni essere umano.
  • Per dissipare le tenebre e consolarci di fronte alla paura delle tenebre.
  • Per mostrare che abbiamo gioia nella nostra anima.
  • Onorare i santi ei martiri della nostra fede (imitiamo così gli antichi cristiani che accendevano le candele nelle tombe dei martiri).
  • Per simboleggiare le nostre buone opere secondo la parola del Signore:
    “Ὕὕτω λαμψάτω τό φῶς ὑμῶν ἔμπροσθρώώ ῶῶν ἀνθρώπων, ὅπως ἴδωσιν ὑὑῶν τδωσιν ὑμῶν τά καλά ἔργα και δοξάσωσι τόν πατέρα ὑμῶν τόν ἐν τοῖς οὐρανοῖς”.
  • Perdonare i peccati di coloro che accendono una candela e di coloro per i quali l’accendono (in molti templi ci sono manuali separati dove si accendono candele per i vivi e per i morti).

Le candele, dice Philip Serrard, -la cui cera d’api, distillata dal nettare di innumerevoli fiori, sono l’anima vergine, la loro luce lo spirito che, nutrito dalla sostanza più pura dell’anima, lotta per il paradiso- si accende perché l’occhio possa penetrare i significati che parlano attraverso forme e colori. Quando sono accesi e spenti, non solo riflettiamo, ma possiamo vedere la creazione della luce e l’arrivo delle tenebre e del peccato. … Le fiamme delle candele, che tremolano come lo spirito che vive nel pericolo, respingono l’oscurità…

San Simeone il Nuovo Teologo scrive: «Le candele che accendi ti rivelano la luce immaginaria. Perché, come tutta la Chiesa risplende dai ceri, così anche la casa della tua anima, tutta deve brillare in modo plausibile…».

Infine, quando accendiamo la candela, dobbiamo ricordare che dobbiamo vivere nella luce che abbiamo ricevuto al nostro battesimo (per questo teniamo le candele accese durante il battesimo). Questa luce è il fuoco di Pentecoste, la luce di S. Dello Spirito (si rinnova ogni volta che partecipiamo alla Divina Liturgia, quando preghiamo, riceviamo principalmente il Corpo e il Sangue di Cristo).
Ricordate che «la luce di Cristo è così».

Da tutto questo capiamo che accendere la candela non è solo un atto formale, ma un grande atto a cui dobbiamo dare l’interesse che merita.

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