Icona di San Savvas lucidata, con serigrafia fatta a mano su fondo oro lucido in varie dimensioni.
Tutte le immagini del calendario ortodosso sono realizzate in qualsiasi dimensione.
Celebrazione del 5 dicembre.
San Savas proveniva dal villaggio di Mutalasky in Cappadocia ed era figlio dei pii genitori Giovanni e Sofia.
Fin da piccolo imparò i consigli divini e decise di dedicarsi alla vita monastica. Aveva così tanta fede che una volta entrò in una fornace di fuoco dalla quale uscì illeso grazie all’aiuto di Dio.
All “età di diciotto anni lasciò il monastero dei Flavi e si recò a Gerusalemme. Da lì si diresse verso il deserto dell” Oriente per incontrare Eutimio il Grande (vedi 20 gennaio). Eutimio lo mandò in una comune gestita dal santo Teoctisto (vedi 3 settembre).
Durante il suo soggiorno nel comune, San Sava brillò per il suo carattere e le sue virtù. Infatti, era così serio e morale – nonostante la sua giovane età – che fu avvicinato come pedagogo dal Grande Eutimio.
Con l “avanzare dell” età, San Sava alimentò sempre di più il suo spirito e per questo motivo fu onorato con il dono di operare miracoli. Utilizzò questo dono al servizio dei poveri e dei malati e in questo modo realizzò le opere più importanti.
Per la santità della sua vita e per la sua grande fama, fu inviato dal Patriarca di Gerusalemme due volte come ambasciatore a Costantinopoli, presso il re Anastasio e poi presso Giustiniano.
All’età di novantaquattro anni, nel 534 d.C., salì al Signore in pace.
Nel 584 d.C., la reliquia di San Sava fu incorrotta quando la sua tomba fu aperta per la sepoltura dell’abate Kassianos. Inizialmente fu conservata nel suo monastero e poi trasferita a Costantinopoli durante il periodo delle invasioni arabe.
Esistono due tradizioni sul momento del suo arrivo a Venezia. Secondo la prima, la reliquia fu portata a Costantinopoli, dove nel 1026 d.C. fu trafugata dal nobile veneziano Pietro Centranico (poi doge, 1026 – 1031 d.C.), durante il regno del doge Tribunio Menio (982 – 1026 d.C.), portata a Venezia e depositata nella Chiesa di Sant’Antonio.
Secondo la seconda tradizione, la Reliquia non fu mai trasferita a Costantinopoli, ma fu conservata a San Giovanni d’Acri, da dove fu trasferita dai genovesi alla città rivale di Venezia, dove nel 1257 d.C. i veneziani riuscirono a trasferirla.
La presenza della reliquia di San Sabba a Venezia è confermata dalla confessione del monaco sabbatiano Sofronio al vescovo di Russia, San Makarios, nel 1547.
Nel 1965 d.C., in seguito alle azioni del Patriarca Benedetto, la Chiesa Cattolica Romana restituì la reliquia al Patriarcato di Gerusalemme e da allora è conservata nel suo Monastero.
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