Icona di Santa Filotea l’Ateniese con serigrafia fatta a mano su fondo oro lucido in varie dimensioni.
Tutte le immagini del calendario ortodosso sono realizzate in qualsiasi dimensione.
Celebrazione del 13 novembre.
Agia Filothei nacque nell “anno 1522 d.C. nell” Atene allora occupata dai turchi. I suoi pii genitori si chiamavano Angelos e Syriga Benizelos. Sua madre era sterile e ottenne la Santa dopo una fervente e costante preghiera.
Il Signore, che fa la volontà di coloro che lo rispettano e lo amano, ascoltò la sua supplica. E infatti un giorno Syriza entrò nel tempio di Nostra Signora, secondo la sua abitudine, per pregare e per lo sforzo di una preghiera intensa e persistente si addormentò per un po “. Proprio allora ebbe una visione meravigliosa. Una luce forte e luminosa uscì dall” immagine della Theotokos ed entrò nel suo grembo.
Così si svegliò immediatamente e ritenne che questa visione significasse che la sua richiesta era stata accolta. E così fu. Dopo qualche tempo Syriza rimase incinta e diede alla luce la sua unica figlia.
Oltre all’educazione cristiana, diedero alla loro unica figlia tutta l’istruzione possibile per l’epoca. Così Rigoula (o Revoula, cioè Paraskevoula), questo era il suo nome prima di diventare suora, man mano che aumentava l’età fisica, progrediva anche nell’anima, come dice il suo siniscalco.
All’età di 14 anni, i suoi genitori la diedero in sposa, contro la sua volontà, a uno dei signori di Atene. In seguito, dopo la morte dei genitori e del marito, arrivò il momento di realizzare un suo grande desiderio. Dedicandosi completamente a Cristo, divenne suora e prese il nome di Filotea.
Innanzitutto, per ordine di Sant’Andrea il Protocastrista, che vide in una visione, costruì un convento con diverse celle, al quale diede il nome del Santo per onorarlo.
Aggiunse al monastero altri edifici e terreni necessari e lo dotò di appartamenti e alloggi, che erano più che sufficienti per il vitto e il mantenimento delle monache.
Questo monastero di Sant “Andrea si salvò ad Atene, per Grazia di Dio, per molti anni dopo la morte del Santo e fu arricchito non solo di alloggi e di varie metochia, ma anche di paramenti sacerdotali e vasi in politene intrecciato d” oro, necessari per le cerimonie e le veglie sacre annuali.
Soprattutto, però, il monastero era venerato e racchiuso con il tesoro della santa e sacra reliquia della Santa, che veniva conservata e collocata nella parte destra del Santo Passo, dove veniva abbracciata con riverenza da tutti i cristiani. La santa reliquia della Santa era profumata, il che era una chiara testimonianza e prova della sua santità.
Il suo esempio di dedizione a Cristo viene seguito da altre giovani donne. In breve tempo, il convento conta duecento sorelle. Il monastero di Santa Filotea diventa un vero e proprio porto di scalo. Lì tutti coloro che soffrono per la schiavitù trovano protezione. Lì i malati trovano la guarigione, gli affamati il cibo, gli anziani il sostegno e gli orfani l’affetto.
Ma l’intera azione di Agia Filotei fece arrabbiare i turchi. A un certo punto fu arrestata e confessò con coraggio spirituale: “Ho sete di sopportare vari tipi di tortura per il nome di Cristo, che adoro e venero con tutta l’anima e il cuore, come vero Dio e uomo perfetto, e vi devo grande gratitudine se potete mandarmi da Lui un’ora prima con la corona del martirio”.
Dopo questa eroica risposta ai conquistatori, tutti credevano che il felice e gioioso Filoteo sarebbe stato presto martirizzato. Ma, per volontà divina, quasi all’ultimo momento, alcuni cristiani raggiunsero il sovrano e, in vari modi, lo colpirono. In questo modo riuscirono a liberare la Santa.
Così, Santa Filotea, avendo raggiunto la perfezione sia nella pratica che nella teoria, fu chiamata da Dio a compiere miracoli, di cui, come prova del suo dono miracoloso,
Poi, dopo averlo ammonito a sufficienza, lo introdusse nell’ordine dei monaci. E così quel giovane, dopo essere diventato monaco, trascorse il resto della sua vita in penitenza e pratica, ammirato da tutti.
I Turchi cercano invano di fermare la sua attività. Finché una notte, il 2 ottobre 1588 d.C., si recarono al monastero che avevano costruito a Patissia (in quel periodo si celebrava la memoria del santo martire Dionigi l’Areopagita e la Santa, insieme alle altre sorelle, si trovava nel tempio sacro per una veglia notturna) e cinque di loro scalarono il muro esterno e saltarono nel cortile.
Poi entrarono nel tempio, dove afferrarono la Santa e la frustarono con furia e crudeltà, lasciandola mezza morta fuori dal suo monastero.
Fuori dal tempio, a destra dell’ingresso, è conservata la colonna dove Filotea fu legata e frustata. Le suore la portarono nella sua cripta a Kalogreza. Lì Filotea soccombette alle sue ferite il 19 febbraio 1589 d.C..
Venti giorni dopo la morte della Santa, la sua tomba era profumata. Anche dopo un anno, quando avvenne la risepoltura, la sua sacra reliquia fu ritrovata intatta e intatta. Inoltre, era piena di mirra profumata, una prova gloriosa e gloriosa del suo stato divino e virtuoso, a gloria e lode di Dio e a gloria della nostra fede. La sua santa reliquia si trova oggi nella Chiesa Metropolitana di Atene. Sulla sua tomba sono state trovate queste parole: “Il corpo di Filotea è stato trovato sotto il segno del puro, la sua anima è stata trovata nel lungo boschetto di Ypsimede”.
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