Icona Profeta Elia il Tesbita serigrafata di ottima qualità con colori “” vividi “” e sfondo acrilico oro.
Celebrazione 20 luglio
Nel coro dei profeti dell “Antico Testamento, il profeta Elia occupa un posto speciale. Nel Nuovo Testamento il nome del profeta Elia viene citato molte volte da Gesù Cristo stesso. Zaccaria, il padre del Battista, disse che Giovanni sarebbe venuto ‘nello spirito e nella potenza del sole’ (Luca, cap. a, v. 17), cioè avrebbe avuto i tratti e lo zelo del profeta Elia; sarebbe stato il profeta Elia in persona, poiché il popolo si aspettava che tornasse. Gesù Cristo, quando rese testimonianza al precursore Giovanni e lo lodò, disse che era Elia: ‘Se volete ammetterlo, questo è l’ Elia che deve venire”.
La cosa più importante è che i discepoli sul monte, durante la divina Trasfigurazione, videro i due profeti, Mosè ed Elia, conversare con Gesù Cristo. Tutto ciò rivela il posto speciale del profeta Elia tra i profeti e nella coscienza del popolo. Anche nella persona di Gesù Cristo, ascoltando il suo insegnamento e vedendo i suoi miracoli, vedevano il profeta Elia, che era tornato. Gesù Cristo chiese: “Come mi chiamano gli uomini?”. E i discepoli risposero: “Giovanni Battista, e altri dicono Elia….”.
Il profeta Elia visse nel IX secolo a.C., era figlio di Shobak e proveniva da Tebe (da cui il nome Thesbite), l “odierna El Istib, nella regione di Galaad e apparteneva alla tribù di Aronne. Quando nacque, suo padre ebbe una visione divina: due uomini dall” abito bianco lo chiamarono Elia, lo accecarono con il fuoco e gli diedero della fiamma da mangiare. Poi suo padre andò a Gerusalemme e, dopo aver descritto la visione ai sacerdoti, questi gli dissero, interpretando la visione, che suo figlio sarebbe diventato un profeta e avrebbe giudicato Israele con una spada a doppio taglio e il fuoco.
Il profeta Elia esercitò il suo dono profetico per 25 anni durante il regno del re Achab, che regnò dall’873 all’854 a.C.. Achab e sua moglie Jezebel erano uomini malvagi e contro di loro si scagliò il profeta Elia. Gezabele, che non era un’israelita e stava diventando una causa di distorsione della fede a causa di usanze pagane, perseguì molto il profeta Elia, che fu costretto a fuggire e a nascondersi continuamente. Gezabele perseguiva il profeta Elia come Erodiade perseguiva Giovanni Battista.
Il primo grande segno, dato dal profeta Elia, fu che egli pregò e non piovve per tre anni e mezzo. Durante questo periodo il profeta si nascose in una grotta in un torrente al di là del Giordano. Lì c “era dell” acqua e un corvo gli portava del cibo ogni mattina. Quando l’acqua si esaurì, il Profeta partì e andò a Sarepta, a Sidone; tutto questo per ordine di Dio. Lì fu ospitato da una donna vedova, che aveva poca farina e poco olio, eppure mangiavano sempre e non mancavano. La vedova ebbe un figlio che si ammalò e morì. Allora il profeta pregò e fece risorgere il bambino.
Il secondo grande segno che il profeta Elia mostrò fu quando pregò e il fuoco venne dal cielo. Per ordine del re Achab, si erano riuniti quattrocento falsi sacerdoti idolatri, protetti da Gezabele. Allora il profeta Elia li sfidò a una gara. Glielo disse, ed essi posero sull “altare la legna e la carcassa per un sacrificio, e cominciarono a correre e a invocare per tutto il giorno il falso dio Baal affinché lanciasse il fuoco; ‘e non c’ era né voce né udito”. Allora il Profeta disse loro: “Fatevi da parte! Ora farò il mio sacrificio”. Fece un altare tutto suo, lo montò e asperse accuratamente il legno con acqua per tre volte, poi pregò. Poi il fuoco cadde dal cielo e rovesciò e bruciò l’intero altare.
Dopo questo punto, il popolo catturò i quattrocento falsi sacerdoti e il profeta Elia li punì severamente. Gezabele, furiosa, inseguì il profeta ed egli fuggì in alto verso Horeb, dove cinquecento anni fa Mosè udì la voce di Dio e vide il cespuglio in fiamme e non ardente. Lì il profeta Elia era nascosto in una grotta e Dio gli impartì una grande lezione. Gli disse: “Sali in alto e vedrai Dio. Soffierà un forte vento; ci sarà un terremoto; vedrai il fuoco e soffierà una brezza leggera e fresca. Dio non sarà né nella tempesta né nel terremoto né nel fuoco, ma nella brezza leggera”.
Altri segni miracolosi di Elia il portinaio furono l’attraversamento del fiume Giordano con il suo mugnaio e infine il fatto che, invece di morire , fu portato in cielo su un carro di fuoco.
Si noti che il profeta Elia, otto o dieci anni dopo la sua ascensione, inviò delle lettere (forse tramite un angelo) al re Joram, predicendo la sua morte per essersi allontanato dal culto del vero Dio: “Gli giunse una lettera da parte del profeta Elia, in cui si diceva:” Così dice il Signore, Dio Davide, tuo padre: Perché non sei stato attento nella casa di Giosafat, tuo padre, e nella casa di Isa, re di Giuda “” (Lamentazioni 2, cap. 21, versetto 12).
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