La Chiesa

La Chiesa

La chiesa della nostra parrocchia è il centro della nostra vita. Lì abbiamo ricevuto il desiderio quando nostra madre è stata aspersa, lì siamo stati battezzati, lì siamo stati unti, lì siamo stati santificati, lì abbiamo posto le basi della nostra vita con il Mistero del Matrimonio.

All’interno del Santo Tempio abbiamo vissuto gioie ma anche dolori, accompagnando i nostri amati defunti.

All’interno del tempio è possibile per l’uomo incontrare questo stesso Dio. Non solo per incontrarlo, ma per accoglierlo con la pura trasfigurazione del suo corpo e del suo sangue.

Ha detto così chiaramente: “ὁ τρώγων μου τὴν σάρκα καὶ πίνων μου τὸ ΑἷἷΑ ἐν ἐἐὶὶ μένει, ἀἀγὼ ἐν αὐτῷ” (ιωάνν., Στ ’56) .`

Diventa uno con Cristo, diventa Cristoforo.

All’interno del tempio, le agiografie alle pareti, le icone sacre, con Cristo, la Vergine Maria, il Precursore ei Santi, ci aiutano a salire in alto, a trascendere la terra e ad essere in un mondo celeste.

Al tempo della Divina Liturgia, il sacerdote ei cantori riempiono melodico lo spazio del tempio e aiutano i cristiani in un’elevazione dell’anima, affinché possano veramente sentire il culto divino che si svolge all’interno del tempio.

Dentro il tempio ci sentiamo tutti fratelli, come figli di Dio. La Chiesa non distingue tra ricchi e poveri, colti o ignoranti. All’interno del tempio ascolteremo la lettura apostolica ed evangelica e poi il sermone, la parola di Dio, il messaggio del Cielo.

All’interno del tempio i fedeli ricevono la benedizione della chiesa. Nessun atto santificante si compie senza benedizione. La benedizione è un dono, è una continuazione della benedizione che Cristo stesso ha dato alle persone.

A volte benediceva i suoi discepoli, a volte le folle, a volte le cose materiali ea volte il mondo intero. La sua ultima apparizione davanti ai suoi discepoli fu un’apparizione e un gesto di benedizione: “καὶ ἐπάρας τὰς χεῖρας αὐτοῦ εὐλόγησεν αὐτούς” (Luca, KD ’50).

E il vescovo o il sacerdote oggi fa la stessa mossa, continuando lo stesso lavoro nel tempio, quando benedice l’equipaggio della chiesa, quando benedice il pane, l’olio, il vino, quando benedice l’acqua e tanti altri doni celesti.

La chiesa è “Arca della Salvezza”. È salvezza per gli individui, per la famiglia, per la società, per la nostra nazione, la nostra patria. Nella Chiesa l’uomo trova redenzione, gioia, amore. Ci vuole forza e coraggio nei dolori e nelle prove della vita.

Cristo stesso ci assicura: «Guardate a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo» (Mt 11,26).

I Santi Padri della nostra Chiesa sono citati in modo molto caratteristico e dicono che la santificazione dell’uomo si realizza solo attraverso la Chiesa e all’interno della Chiesa. La Chiesa è il luogo della deificazione dell’uomo. Coloro che vogliono essere uniti a Cristo e attraverso Gesù Cristo con Dio Padre sanno che questa unione avviene nel corpo di Cristo, che è la nostra santa Chiesa ortodossa. Unione, ovviamente, non con l’essenza divina, ma con la natura umana divinizzata di Cristo. Ma questa unione con Cristo non è né esteriore né meramente morale.

Non siamo seguaci di Cristo, proprio come le persone possono essere seguaci di un filosofo o di un insegnante. Siamo membra del corpo di Cristo, reale e non morale, come hanno erroneamente scritto alcuni teologi senza approfondire lo spirito della Santa Chiesa. Cristo ci prende, cristiani, nonostante la nostra indegnità e peccaminosità, e ci incorpora nel suo corpo. Ci fa sue membra. E diventiamo membri reali del corpo di Cristo, non moralmente. Come dice l’apostolo Paolo: “Membra del suo corpo, della sua carne e delle sue ossa” (Efesini 30).

Certamente, a seconda della condizione spirituale dei cristiani, a volte sono membra viventi del corpo di Cristo ea volte sono morti. Ma i morti non cessano di essere membra del corpo di Cristo. A es. chi è battezzato, è divenuto membro del corpo di Cristo. Se non si confessa, non comunica, non vive una vita spirituale, è un membro morto del corpo di Cristo. Ma quando si pente, accetta subito la vita divina. Questo lo permea ed egli diventa un membro vivo del corpo di Cristo. Non ha bisogno di essere battezzato. Ma il non battezzato non è membro del corpo di Cristo, anche se vive una vita moralmente umana. Ha bisogno di essere battezzato, di diventare membro del corpo di Cristo, di essere incorporato a Cristo.

Poiché siamo membra del corpo di Cristo, la vita di Cristo è offerta e diventa la nostra vita. E così siamo animati, salvati e divinizzati. Non potremmo essere presi in considerazione se Cristo non ci facesse membra del suo santo corpo.

Non potremmo essere salvati se non fosse per i santi Misteri della nostra Chiesa, che ci uniscono a Cristo e ci rendono, secondo i Santi Padri, uniti e uniti in Cristo. Cioè, essere un solo corpo e un solo sangue con Cristo.

Che grande benedizione, condividere i Misteri senza tempo! Cristo diventa nostro, la vita di Cristo diventa nostra, il suo sangue diventa il nostro sangue. Per questo san Giovanni Crisostomo dice che Dio non ha altro da dare che ciò che dona alla Santa Comunione. Né l’uomo può chiedere a Dio qualcosa di più di ciò che riceve da Cristo nella divina Comunione.

Così, battezzati, unti, confessati, condividiamo il Corpo e il Sangue del Signore e diventiamo anche dei secondo Harin, ci uniamo a Dio, non siamo più estranei, ma a Lui familiari.

Nella Chiesa, nella quale siamo uniti a Dio, viviamo questa nuova realtà che Cristo ha portato nel mondo: la nuova acquisizione. Questa è la vita della Chiesa, di Cristo, che diventa nostra come dono dello Spirito Santo.

Tutto nella Chiesa conduce alla deificazione. La Divina Liturgia, i Sacramenti, il Culto Divino, la predicazione del Vangelo, il digiuno, tutto ci conducono. La Chiesa è l’unico luogo della deificazione.

La Chiesa non è un’istituzione sociale, culturale o storica paragonabile ad altre istituzioni nel mondo. Non è come le varie istituzioni del mondo. Le persone possono avere belle istituzioni, belle organizzazioni, belle istituzioni e altre cose. La nostra Chiesa ortodossa, invece, è il luogo unico, unico della comunione di Dio con l’uomo, della deificazione dell’uomo. Solo nella Chiesa l’uomo può diventare un dio, in nessun altro luogo. Né nelle Università, né nelle istituzioni dei servizi sociali, né in nient’altro che sia bello e buono per la gente. Tutti questi, per quanto buoni possano essere, non possono offrire ciò che la Chiesa ha da offrire.

Pertanto, per quanto procedano le istituzioni ei sistemi secolari, non potranno mai sostituirsi alla Chiesa.

È possibile per noi, popolo debole e peccatore, attraversare crisi e difficoltà di volta in volta, all’interno della Chiesa. Gli scandali possono verificarsi anche all’interno della Chiesa. E questo sta accadendo, perché nella Chiesa siamo sulla via della deificazione ed è molto naturale che esistano debolezze umane. Diventiamo, ma non siamo dei. Ma per quanto ciò accada, non lasceremo mai la Chiesa, perché nella Chiesa abbiamo l’opportunità unica di essere uniti a Dio.

Quando ad es. andiamo al Tempio per andare in chiesa, e lì incontriamo forse alcuni che non prestano attenzione alla sequenza sacra e addirittura parlano tra loro, così che anche per distogliere la nostra attenzione da essa per un momento, arriva una velocità ragionevole, un pensiero che ci dice: – “Che cosa guadagni alla fine quando vieni in Chiesa?” “Non ti siedi meglio nella tua casa, dove avrai più pace e conforto per pregare?”

Ma dobbiamo prudentemente opporci a questo pensiero malvagio:

– “Sì, probabilmente avrò più pace esterna nella mia casa, ma non avrò la grazia di Dio, per deificarmi e santificarmi. Non avrò Cristo, che è presente nella sua Chiesa. Non avrò il suo santo corpo e il suo santo sangue, che sono nel suo santo tempio, sulla santa mensa. Non parteciperò all’Ultima Cena della Divina Liturgia. Sarò separato dai miei fratelli in Cristo, con i quali insieme costituiamo il corpo di Cristo».

Quindi, qualunque cosa accada, non lasceremo la Chiesa, perché solo in essa troviamo la via della deificazione.

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